Campamac cucina delle Langhe ph pressIl ristorante fondato da Maurilio Garola e Paolo Dalla Mora inaugura una nuova fase dopo il restyling degli ambienti. La cucina passa nelle mani di Antonio Zaccardi, forte di dodici anni al fianco di Enrico Crippa e di un’esperienza al Pashà. Al centro del progetto rimangono le carni alla brace, le specialità piemontesi, i grandi vini delle Langhe e l’ospitalità coordinata da Alfredo Voci

Il Campamac di Barbaresco inaugura una nuova fase della propria attività, puntando su un rinnovamento che coinvolge gli spazi e soprattutto la proposta gastronomica. L’osteria, aperta nel 2017 per iniziativa dello chef Maurilio Garola e dell’imprenditore Paolo Dalla Mora, affida la direzione della cucina ad Antonio Zaccardi, professionista abruzzese con una consolidata esperienza nella ristorazione italiana. Una scelta che segna l’inizio di un nuovo percorso culinario, senza interrompere il legame con le tradizioni e le eccellenze delle Langhe.

La filosofia del locale è racchiusa in una parola piemontese dal significato particolarmente evocativo. Campamac equivale infatti all’esortazione «Mettine ancora, dacci dentro», un incoraggiamento che Maurilio Garola utilizza anche nel rapporto quotidiano con i collaboratori. Un’espressione che sintetizza l’idea di un’osteria nella quale generosità, passione gastronomica e convivialità costituiscono i principi fondamentali dell’accoglienza.

Antonio Zaccardi, dalle cucine di Enrico Crippa al Campamac

Il nuovo responsabile della cucina conosce profondamente il territorio albese. Antonio Zaccardi ha infatti trascorso dodici anni al Piazza Duomo di Alba, lavorando accanto allo chef Enrico Crippa e maturando un’esperienza significativa nell’alta gastronomia. Successivamente ha proseguito la propria carriera in Puglia, al Pashà, ampliando ulteriormente le proprie conoscenze professionali.

Il suo ritorno nelle Langhe rappresenta l’occasione per mettere queste competenze al servizio di una realtà che ha costruito la propria reputazione sulla qualità degli ingredienti. La nuova impostazione punta a valorizzare i sapori riconoscibili della tradizione, arricchendoli attraverso tecnica ed esperienza, senza snaturare il carattere dell’osteria.

La tradizione della brace incontra una nuova sensibilità gastronomica

Tra gli elementi che continuano a distinguere il Campamac figura la selezione delle carni e la particolare attenzione alle cotture alla brace. La cucina mantiene un forte riferimento alle produzioni piemontesi, valorizzando ricette e ingredienti che appartengono alla cultura gastronomica regionale. La ricerca delle materie prime comprende anche prodotti provenienti da altre zone, scelti per le loro caratteristiche e per la possibilità di ampliare la proposta culinaria.

Il progetto conserva così l’impronta originaria di Maurilio Garola, chef legato al ristorante stellato La Ciau del Tornavento di Treiso, che insieme a Paolo Dalla Mora ha dato vita a un locale capace di combinare tradizione e attenzione gastronomica. L’arrivo di Zaccardi introduce una nuova prospettiva, mantenendo la qualità delle preparazioni e il rispetto delle materie prime come riferimenti centrali.

Il Barbaresco e i grandi vini delle Langhe protagonisti in cantina

La componente enologica continua a occupare uno spazio fondamentale nell’offerta del ristorante. La cantina del Campamac valorizza soprattutto le etichette delle Langhe, con particolare attenzione al Barbaresco, una delle espressioni più rappresentative della viticoltura piemontese. La selezione dei vini e la ricerca degli abbinamenti contribuiscono a completare l’esperienza gastronomica, accompagnando gli ospiti alla scoperta delle produzioni locali.

Il rapporto tra cucina e cantina diventa quindi uno degli aspetti più significativi del progetto, attraverso un percorso che mette in relazione i sapori della tavola con il patrimonio vitivinicolo del territorio.

Alfredo Voci e il ruolo centrale dell’ospitalità

A coordinare l’accoglienza è Alfredo Voci, general manager del Campamac, che segue l’organizzazione del servizio e il rapporto con la clientela. La cura della sala, la presentazione dei piatti e l’assistenza nella scelta delle bottiglie rappresentano componenti fondamentali di una proposta che considera l’ospitalità parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Con il rinnovamento degli ambienti e la nuova guida affidata ad Antonio Zaccardi, il Campamac di Barbaresco prosegue il proprio percorso nel panorama della ristorazione delle Langhe. Carni alla brace, eccellenze piemontesi, cultura del vino e attenzione al servizio rimangono i punti di forza di un progetto che sceglie di evolversi conservando la propria identità.

A cura di Nora Taylor
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