Cristiano Ronaldo ph igIl fuoriclasse portoghese annuncia a 41 anni il ritiro dalla nazionale attraverso un lungo messaggio sui social. Dopo 234 presenze, 146 gol, un Europeo e due Nations League, Cristiano Ronaldo lascia la maglia numero sette alle nuove generazioni. Sullo sfondo pesano le incomprensioni con il commissario tecnico Jorge Jesus, mentre il campione continuerà a giocare con l’Al-Nassr

Il Portogallo saluta il calciatore che più di ogni altro ha rappresentato la sua storia sportiva recente. Cristiano Ronaldo ha annunciato il 5 novembre 2026 la conclusione della propria esperienza con la nazionale, mettendo fine a un’avventura durata oltre due decenni. A 41 anni, l’attaccante ha scelto di comunicare personalmente la decisione attraverso un video di circa cinque minuti pubblicato sui social, rivolgendosi direttamente ai tifosi che lo hanno sostenuto fin dagli esordi. Il suo percorso internazionale, iniziato nell’agosto del 2003, termina con un bilancio straordinario: 234 partite, 146 reti e tre importanti trofei conquistati. Una carriera che ha cambiato il prestigio calcistico del Portogallo e ha consegnato il suo capitano alla storia del calcio mondiale.

Nel messaggio di commiato, Ronaldo ha ripercorso le emozioni vissute con la nazionale, soffermandosi sulle ambizioni che lo hanno accompagnato durante tutta la carriera. «Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo fare la storia», ha dichiarato il fuoriclasse, ricordando la determinazione con cui ha affrontato ogni competizione. Il campione ha riconosciuto anche gli errori, le delusioni e le occasioni nelle quali non è riuscito a soddisfare le aspettative dei sostenitori. Nonostante le difficoltà, ha sottolineato di avere sempre dato il massimo per rappresentare il proprio Paese. Il suo saluto non celebra soltanto i risultati individuali, ma soprattutto il rapporto umano costruito con milioni di portoghesi nel corso degli anni.

La maglia numero sette e un addio carico di emozione

Il simbolo principale del congedo è la celebre maglia numero sette, che Cristiano Ronaldo ha indossato per gran parte della propria carriera internazionale. Nel video, l’attaccante ha spiegato di averla sempre considerata una responsabilità verso il popolo portoghese, piuttosto che un riconoscimento personale. Dopo 23 anni, ritiene che sia arrivato il momento di consegnare idealmente quel numero ai calciatori che rappresenteranno il futuro della nazionale. La scelta, maturata dopo una lunga riflessione, segna il distacco da una parte fondamentale della sua identità sportiva.

Il fuoriclasse ha dedicato parole di gratitudine ai compagni di squadra, agli allenatori, ai collaboratori della federazione e alla propria famiglia. Un ringraziamento particolare riguarda i tifosi, protagonisti di un legame che ha superato i confini degli stadi. «Il Portogallo farà sempre parte di me», ha scritto accompagnando il filmato. Nel suo racconto, Ronaldo ha evidenziato che i record possono cadere e i trofei possono perdere centralità con il passare del tempo, mentre le emozioni condivise con le persone conservano un valore duraturo. Per questo motivo considera l’affetto dei sostenitori una delle conquiste più importanti della propria carriera.

Lo scontro con Jorge Jesus e la sospensione disciplinare

L’annuncio arriva dopo un periodo particolarmente difficile nei rapporti tra Cristiano Ronaldo e il commissario tecnico Jorge Jesus. Le tensioni erano esplose durante gli impegni internazionali di settembre, quando l’allenatore aveva deciso di non utilizzare l’attaccante nella partita di Nations League contro la Norvegia. Il giocatore aveva contestato alcune scelte tecniche e accusato il commissario tecnico di non avere rispettato precedenti accordi relativi al suo impiego. La situazione era successivamente degenerata con l’abbandono del ritiro della nazionale, episodio che aveva provocato un caso disciplinare.

La federazione portoghese aveva ufficializzato il 19 ottobre una sospensione di trenta giorni e una multa di 255 euro. Il provvedimento non avrebbe comunque impedito al campione di tornare a disposizione per gli appuntamenti internazionali di novembre. Nonostante i tentativi di ricomporre il contrasto, Ronaldo ha preferito annunciare il proprio ritiro prima delle nuove convocazioni. Jorge Jesus ha successivamente dichiarato di rispettare la decisione dell’attaccante, ricordando il contributo eccezionale offerto alla nazionale e il suo ruolo di riferimento per i giovani calciatori portoghesi.

Gol, primati e trofei: un’eredità senza precedenti

I numeri di Cristiano Ronaldo raccontano una carriera internazionale che ha attraversato generazioni differenti. Dal debutto contro il Kazakistan nell’agosto del 2003, il fuoriclasse ha raggiunto 234 presenze e 146 gol, conquistando entrambi i primati assoluti nel calcio maschile per partite disputate e reti realizzate con una nazionale. Ha partecipato a sei edizioni dei Campionati del Mondo e ad altrettanti Europei, mantenendo per oltre vent’anni un ruolo centrale nella selezione portoghese. Durante il Mondiale del 2026 ha inoltre raggiunto un altro traguardo storico, diventando il primo calciatore a segnare in sei differenti edizioni della competizione.

Il successo più significativo rimane la conquista degli Europei del 2016, quando il Portogallo superò la Francia nella finale di Parigi e ottenne il primo grande titolo internazionale della propria storia. A quella vittoria si aggiungono i trionfi nella Nations League del 2019 e del 2025, che hanno ulteriormente rafforzato il prestigio della nazionale. L’ultima partecipazione di Ronaldo a un Mondiale si è conclusa nel 2026, con l’eliminazione agli ottavi contro la Spagna. La sua ultima presenza con il Portogallo risale invece al 24 settembre, nella vittoria contro il Galles.

Il futuro con l’Al-Nassr e il tributo del Portogallo

L’addio alla nazionale non coincide con la conclusione della carriera professionistica di Cristiano Ronaldo. L’attaccante continuerà a giocare con l’Al-Nassr, formazione saudita nella quale intende proseguire la propria attività e inseguire ulteriori traguardi personali. Tra gli obiettivi figura il raggiungimento dei mille gol complessivi, un risultato che confermerebbe ulteriormente la straordinaria longevità del campione. La rinuncia agli impegni internazionali gli permetterà di dedicare maggiore attenzione alle competizioni di club, dopo oltre vent’anni trascorsi tra campionati, coppe e tornei con la nazionale.

La federazione portoghese ha espresso profonda riconoscenza nei confronti del suo storico capitano, annunciando l’intenzione di organizzare una celebrazione speciale per rendere omaggio alla sua carriera. Anche diversi club nei quali ha militato, tra cui Manchester United, Juventus e Sporting, hanno ricordato il suo straordinario contributo al calcio internazionale. Per il Portogallo si conclude un’epoca irripetibile, mentre Cristiano Ronaldo lascia un patrimonio di vittorie, primati e ricordi che continueranno a ispirare le prossime generazioni. La maglia numero sette avrà un nuovo proprietario, ma il nome del campione resterà indissolubilmente legato alla storia della nazionale lusitana.

A cura di Nora Taylor
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