Una festa esclusiva celebra la storia e le imprese di una leggenda senza tempo del ciclismo italiano

Claudio Chiappucci - Just Me ph Press
Claudio Chiappucci – Just Me ph Press

Esistono campioni capaci di stampare un’impronta indelebile nella storia dello sport, diventando nel corso del tempo veri e propri simboli. Claudio Chiappucci, celebre per tutti come El Diablo, si inserisce perfettamente in questo novero. Figura indimenticabile del ciclismo nell’arco temporale compreso tra il 1985 e il 1998, si è distinto per un’indole mai doma, per gli attacchi a sorpresa e per le memorabili imprese ad alta quota, collezionando inoltre l’affermazione alla Milano-Sanremo nel 1991 e conquistando l’affetto dei tifosi. Nella serata di mercoledì 21 ottobre, l’icona delle due ruote è stata festeggiata nella cornice del Just Me a Milano durante la presentazione dell’opera I luoghi del Diablo (pubblicata da DFG Lab), firmata da Chiappucci a quattro mani con Federico Vergari e insignita del prestigioso Premio Selezione Bancarella Sport 2026.

I grandi campioni presenti all’appuntamento

Il testo ripercorre e rende merito alla traiettoria umana e professionale di un atleta in grado di trasformare ogni gara in una pura emozione. A rendere ancora più autorevole la serata è stata la presenza di un parterre d’eccezione formato da autentici campioni delle due ruote: Gianni Bugno, Gilberto Simoni, Evgenij Berzin, Giuseppe Calcaterra, Marco Tizza, Nicola Miceli e Stefano Allocchio, attuale direttore del Giro d’Italia. Tra i presenti figurava pure Marco Bellavia, legato da un profondo legame di amicizia a El Diablo.

Una serata tra sport, cultura e mondanità milanese

A fare da scenario alla manifestazione è stata l’atmosfera ricercata del Just Me, rinomato punto di riferimento della movida notturna milanese e frequentato luogo di ritrovo per i protagonisti dello spettacolo. L’evento, impreziosito da una festa allestita dal noto organizzatore Anthony Russo, ha saputo coniugare armoniosamente sport, momenti culturali e mondanità, celebrando un mito vivente che continua a trasmettere entusiasmo ben oltre la linea d’arrivo.

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