Una comunicazione dai toni accesissimi inviata dall’avvocato Michele Lo Foco alla direzione di Ciak mette a nudo le criticità della riforma del Tax Credit e il futuro incerto delle produzioni nazionali

Il noto avvocato Michele Lo Foco ha scosso l’ambiente cinematografico con una lettera aperta indirizzata a Flavio Natalia, direttore della storica rivista Ciak. Al centro della durissima critica troviamo lo stato attuale in cui versa il cinema italiano, descritto come un settore ormai privo di vitalità e lontano dai reali interessi del pubblico.

Un’industria sostenuta artificialmente?

L’avvocato Michele Lo Foco punta il dito contro un sistema che, a suo dire, sopravvive solo grazie ai massicci contributi statali. Nonostante i fondi pubblici, le sale cinematografiche restano desolatamente vuote. “Il silenzio sulla morte delle sale è assordante”, sembra suggerire il legale, sottolineando come la critica specializzata eviti spesso di affrontare le verità più scomode riguardanti i flop al botteghino e la qualità delle produzioni recenti.

La denuncia contro l’ottimismo di facciata

Secondo Michele Lo Foco, testate come Ciak dovrebbero assumere un ruolo più incisivo invece di limitarsi a celebrare un mondo che non esiste più. Il cinema italiano necessita di una riforma profonda che rimetta al centro lo spettatore e non solo la gestione dei finanziamenti. “Le bugie sui numeri non aiutano l’arte”, emerge dalla missiva, che invita a una riflessione collettiva sul futuro della settima arte nel nostro Paese.

A cura della redazione

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