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Una storia personale che si trasforma in testimonianza, ricerca e messaggio di condivisione. Giordana Proto presenta a Venezia Libera di guarire, libro autobiografico in cui ripercorre alcune delle esperienze più complesse della propria vita: la malattia, gli interventi, le gravidanze, il bullismo e gli abusi.

L’appuntamento, in programma giovedì 10 settembre nel contesto veneziano della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, porta al centro un racconto intimo che l’autrice ha scelto di affidare alla pagina. Non soltanto una narrazione della sofferenza, ma il ritratto di un percorso costruito nel tempo tra studio, ascolto di sé e ricerca di un equilibrio possibile.

Dal vissuto personale allo studio del benessere

Libera di guarire nasce dall’esperienza diretta di patologie croniche e recidivanti che hanno segnato la vita di Proto. Un’esperienza da cui è maturato l’interesse per le Scienze olistiche, la naturopatia, le discipline bionaturali e le pratiche della medicina tradizionale cinese, fino all’attuale percorso di studi in Scienze Biologiche.

«Mi sono avvicinata alla naturopatia, alle discipline bionaturali e alle pratiche di medicina tradizionale cinese e in generale allo studio della persona in chiave olistica per esigenze personali. Avendo sofferto di patologie croniche e recidivanti, cercavo un’alternativa complementare che potesse lavorare in piena sinergia con la medicina tradizionale».

Nella visione dell’autrice, dunque, le discipline complementari non si pongono come sostitutive delle cure mediche, ma come un possibile sostegno da integrare nel rispetto delle competenze e dei percorsi clinici. Il punto di partenza resta la persona nella sua complessità, con la necessità di tenere insieme corpo, vissuto emotivo e qualità della vita.

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Il significato di una libertà riconquistata

Il titolo del volume richiama uno dei concetti centrali della storia raccontata: la remissione come recupero di benessere e, insieme, di libertà. Una libertà che non coincide soltanto con la fine o l’attenuazione del dolore, ma con la possibilità di ritrovare il proprio spazio, la propria voce e una direzione nuova dopo momenti difficili.

«Quando si è malati non si è liberi; la vera libertà arriva nel momento in cui si torna a stare bene e si trova la propria strada per il benessere».

La scrittura assume così una funzione che va oltre il ricordo autobiografico. Raccontare ciò che è accaduto diventa un gesto di elaborazione, ma anche un invito al confronto rivolto a chi sta attraversando fragilità, diagnosi o fasi di cambiamento. Il libro non propone formule universali: mette invece in scena una traiettoria individuale, con le sue difficoltà e la volontà di non rinunciare alla ricerca di una condizione migliore.

Venezia, il cinema e il valore dell’immaginazione

La presentazione veneziana aggiunge alla pubblicazione una dimensione culturale particolare. Per Proto il cinema e l’arte hanno rappresentato, nei periodi più duri, strumenti di sollievo e immaginazione, capaci di offrire una pausa dalla sofferenza e di alimentare una prospettiva diversa.

«Venezia offre un’ampia risonanza culturale. Il cinema, il sogno e l’immaginazione sono strumenti straordinari per alleggerire la mente nei momenti di sofferenza. Durante la malattia, guardare un film era per me una vera e propria medicina quotidiana».

Il legame con il mondo dello spettacolo affonda le radici nella giovinezza dell’autrice. A 18 anni Proto si iscrisse a una scuola di recitazione a Roma diretta da Giulio Scarpati, riconoscendo nel teatro e nella scena uno spazio di espressione e socializzazione.

Tra letteratura, teatro e cinema, Libera di guarire porta quindi nel dibattito pubblico una vicenda privata senza separarla dalla sua dimensione umana e collettiva. È il racconto di una donna che ha scelto di attraversare le proprie fragilità, studiarle e condividerle, trasformandole in un’occasione di vicinanza per chi affronta un cammino analogo.

«L’arte in ogni sua forma – letteratura, teatro, cinema – continua a essere per me uno strumento fondamentale di espressione, benessere interiore e condivisione».

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