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Un’immagine falsa, generata dall’intelligenza artificiale, può ormai produrre effetti reali: indignazione, attacchi personali, giudizi politici. È quanto avrebbe mostrato la diffusione sui social, nel maggio 2026, di una presunta fotografia di Giorgia Meloni in biancheria intima. L’immagine era artificiale, ma per una parte del pubblico è stata trattata come autentica. Il punto non è soltanto la falsificazione: oggi la tecnologia può costruire un fatto apparente e consegnarlo direttamente alle emozioni di chi lo guarda.

È il tema al centro di Il potere della percezione. Quando la realtà perde la battaglia. Tra un evento e il giudizio pubblico non c’è più un passaggio lineare. Intervengono titoli, immagini, algoritmi, appartenenze politiche, paure e convinzioni pregresse. La verità continua a contare, ma spesso non arriva per prima.

Immigrazione: dati e percezioni non coincidono

Il dibattito italiano sull’immigrazione rende evidente questa distanza. Secondo i dati richiamati nel testo, gli arrivi via mare sono stati 157.651 nel 2023, 66.617 nel 2024 e 66.316 nel 2025. Al 15 agosto 2026, il Viminale avrebbe registrato 17.495 arrivi, contro i 38.861 dello stesso periodo dell’anno precedente. Eppure l’immigrazione continua a essere raccontata e vissuta, in molti contesti, come una crisi costantemente crescente.

Le rilevazioni SWG citate dall’autore descrivono un irrigidimento dell’opinione pubblica: nel 2025 il 55% degli intervistati esprimeva un atteggiamento più restrittivo verso l’immigrazione. Cresceva anche la quota di chi associava gli immigrati alla criminalità e di chi percepiva tensioni tra italiani e stranieri nella propria città.

Questo non significa negare le difficoltà reali di territori sottoposti a pressione su case, scuole, sanità e sicurezza. Significa distinguere tra il numero degli arrivi, la presenza complessiva dei residenti stranieri e la sensazione di una perdita di controllo. Sono piani diversi, che possono muoversi anche in direzioni opposte.

Locandina
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Le immagini hanno più inerzia delle statistiche

Una banchina affollata a Lampedusa, o un singolo delitto particolarmente efferato, può incidere sull’immaginario nazionale più di una lunga serie statistica. I dati Istat citati per il 2024 registrano 327 omicidi, con un tasso di circa 0,55 ogni centomila abitanti: un valore tra i più bassi in Europa. Questo non cancella furti, aggressioni e aree di insicurezza, ma mostra che la percezione politica del pericolo e la sua misurazione statistica seguono dinamiche differenti.

La stessa logica riguarda le reti criminali del traffico di migranti. Nelle analisi attribuite a Europol, i trafficanti utilizzerebbero social, video, campagne multilingue e contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale per pubblicizzare rotte e traversate riuscite. Non vendono soltanto un passaggio: vendono l’idea che quel passaggio funzionerà. Il successo ha immagini e volti, mentre il fallimento resta spesso invisibile.

Giustizia, politica e semplificazioni

La discussione su soccorso in mare, tutela legale dei richiedenti asilo e controllo delle frontiere richiede, per l’autore, più rigore e meno scorciatoie. Attribuire senza prove complicità criminali alle organizzazioni umanitarie o agli avvocati impoverisce il confronto. Al tempo stesso, le reti di trafficanti studiano norme, procedure e comportamenti prevedibili per trasformarli in vantaggio economico.

Anche le vicende giudiziarie vengono spesso ridotte a slogan. Il dibattito sui centri italiani in Albania, dopo la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea dell’agosto 2025, è stato interpretato da molti come una bocciatura complessiva dell’accordo Roma-Tirana. La decisione, secondo l’autore, aveva invece un perimetro più delimitato, relativo ai criteri e ai controlli necessari per la designazione dei Paesi di origine sicuri.

Il caso Open Arms evidenzia un’altra asimmetria: un’accusa può sedimentare per anni nell’opinione pubblica, mentre un’assoluzione dispone di un tempo molto più breve per modificare un giudizio già formato. Sul piano politico è legittimo discutere delle scelte compiute; sul piano processuale, però, l’assoluzione di Matteo Salvini è diventata definitiva dopo il rigetto del ricorso della Procura da parte della Cassazione, nel dicembre 2025.

Un’alfabetizzazione della percezione

Le manipolazioni più efficaci non richiedono necessariamente una grande menzogna. È sufficiente selezionare i fatti, cambiarne l’ordine, amplificarne il peso emotivo e lasciare che il pubblico tragga da sé la conclusione desiderata. La percezione è tanto più resistente quanto più sembra autonoma.

Per questo serve quella che Dragaš definisce “alfabetizzazione percettiva”: la capacità di separare l’evento dalla sua interpretazione, la prova dall’emozione, la sentenza dall’uso politico che se ne fa. Una democrazia può convivere con un dissenso profondo. Diventa però fragile quando ogni parte dispone di fatti propri e di una propria realtà. La realtà non è scomparsa: il problema è che non ha più il primato.

Orhan Dragaš è autore di “Il potere della percezione. Quando la realtà perde la battaglia”, pubblicato in italiano da Cacucci Editore.

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