L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro e anche il settore dell’architettura sta vivendo una profonda evoluzione. Oggi gli strumenti basati sull’AI permettono di velocizzare molte attività, supportare l’analisi dei dati e migliorare l’organizzazione del processo progettuale. Tuttavia, innovare non significa sostituire il ruolo del progettista.
Per Ippolita Curto, architetta, fondatrice di Alima Studio e ideatrice di Archissimo Club Progettisti, l’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa preziosa, ma deve essere utilizzata con competenza, consapevolezza e senso di responsabilità.
«L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, ma non può sostituire il giudizio professionale. Per deontologia il controllo del progetto deve rimanere sempre nelle mani del progettista, perché ogni scelta comporta responsabilità tecniche, etiche e professionali che nessun algoritmo può assumersi.»
Secondo Ippolita Curto, il valore dell’AI non consiste nel prendere decisioni al posto dell’architetto, ma nel supportarlo durante alcune fasi del lavoro, consentendogli di dedicare più tempo agli aspetti progettuali, alla creatività e soprattutto al rapporto con il cliente.
Da anni promuove una cultura dell’innovazione attraverso Archissimo Club Progettisti, dove accompagna architetti e interior designer nell’acquisizione di competenze legate alla digitalizzazione, all’organizzazione dello studio professionale e all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo non è insegnare a delegare il progetto alla tecnologia, ma aiutare i professionisti a utilizzarla come strumento di supporto, mantenendo sempre il controllo dell’intero processo decisionale.
Anche all’interno di Alima Studio, l’innovazione viene integrata nel lavoro quotidiano senza perdere di vista il principio che da sempre guida ogni progetto: ascoltare le persone, interpretarne le esigenze e trasformarle in spazi capaci di migliorare la qualità della vita.
Per Ippolita Curto il futuro dell’architettura non dipenderà dalla capacità dell’intelligenza artificiale di sostituire il progettista, ma dalla capacità dei professionisti di utilizzarla con equilibrio. La tecnologia può aumentare l’efficienza e semplificare molti processi, ma la responsabilità finale, la sensibilità progettuale e il rispetto della deontologia professionale devono rimanere una prerogativa esclusivamente umana.
Biografia
Ippolita Curto è architetta, fondatrice di Alima Studio e ideatrice di Archissimo Club Progettisti. Da oltre vent’anni opera nel settore dell’architettura e dell’interior design, affiancando all’attività progettuale un intenso lavoro di formazione dedicato all’innovazione, alla gestione dello studio professionale e all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.
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